11 aprile 2012

Napoli 3 Chelsea 1. Calate via le maschere, i diavoli non sono blu, sono azzurri e l'Inferno è lo stadio San Paolo

Cavani e Lavezzi come Maradona e Careca
Calate via le maschere, il Carnevale è finito, ma il Napoli è appena tornato. Li chiamano i diavoli blu, ma ieri, la coppia indiavolata era quella formata da Maggio e Gargano, mentre si aggiudicano il miglior travestimento dell'anno, un duetto di tenori. Un duetto che quando esulta fa scivolare nella memoria vecchie immagini, datate ma mai sbiadite, di un duetto passato: quello di Careca e Maradona. Oggi mi gira la testa come un pallone. Sarà che forse ieri ne ho visti 3 oltrepassare la porta di Petr Čech, e da allora non mi sono più ripresa. Mentra sgusciavo via dal San Paolo, avvertivo come la necessità di ricevere due schiaffi, calibrati e belli forti, già perché ormai, vedevo tutto azzurro.



STIAMO RISCRIVENDO LA STORIA - Il 21 Febbraio il Chelsea sbarca a Napoli e il 21 nella Smorfia napoletana fà la 'femmina'. Gli azzurri si lasciano imbambolare, sì, ma solo dalla meravigliosa Eva Carneiro, la dottoressa della squadra e decisamente la migliore in campo dei Blues. In città piove su un manto verde zuppo e insidioso, ma il fumo di Londra rimane sospeso lì, braccato da quello delle decine di sigarette fumate da un Mister avvolto dal Mistero. Mazzarri è di sopra nascosto in 'gabbia' stampa a fumare e seguire i suoi guidati da un impeccabile Frustalupi che dirige la panchina. Qualcuno ha detto che sia rimasto a Castel Volturno, qualcun altro che fosse davvero nascosto in qualche meandro del San Paolo. Ovunque tu sia stato mio caro Mister, grazie per dove ci hai portato. Il Napoli entra di diritto nella Storia mai scritta e pronta per essere raccontata. Perché se alla Gazzetta dello Sport ti titolano: 'Napoli sTREpitoso', mentre su TuttoSport ti piazzano nero su bianco un: 'FantaNapoli', allora queste sono già soddisfazioni.


LA PARTITA - Sotto di un gol al 27' dopo il colpo di Mata. Villas Boas esulta, ma non sa che di lì a poco, si scatenerà l'Inferno. La fiammata di Lavezzi arriva 12 minuti dopo. Pallone sul piede giusto per un destro a giro che stavolta non delude nessuno. Parte, gira e affonda nell'angolino basso, lì dove neanche uno che si chiama Petr Čech, riesce ad arrivare. Il raddoppio poi, è di quelli che vorresti nella collezione delle figurine. Chi l'ha detto che si segna solo con i piedi e la testa? Cavani ci mette il petto e suggella un vantaggio che da solo vale una qualificazione. A pescare il Matador sul secondo palo ci pensa Inler, che mi auguro abbia letto il nostro Salotto: 'Maglia numero 88, se ci sei anche tu, noi non ci fermiamo più'. Detto, fatto. Nella ripresa il cronometro segna il minuto 65'. Chi è che non crede nei numeri? Nella Smorfia, 65 è: 'O chianto. Piangi mio caro Chelsea, piangi. Tutto comincia con un passaggio a Cavani dello stoico Campagnaro, tre punti in fronte e una maschera di sangue dal primo tempo. Il Matador fa girar la testa a David Luiz e imbocca al lato Lavezzi. Un boato fa tremare il San Paolo, il Pocho firma la sua prima doppietta in Champions League e fa volare il Napoli sul 3-1. Un gol che rallegra l'anima e fa tremar il cuor in vista della partita di ritorno. Villas Boas si gioca la coppia d'assi con Lampard ed Essien, ma per poco non subisce il poker per un guizzo di Maggio.

BENVENUTI ALL'INFERNO - A Napoli finisce 3-1. A Londra sarà tutta da vivere. Ma adesso calate via le maschere, perché i diavoli non sono blu. I diavoli sono azzurri e l'Inferno è lo stadio San Paolo.

Nessun commento:

Posta un commento