
La notte del 25 agosto è
stellata. Un’altra serata con gli amici, a ballare o a non far niente, dopo il mare o dopo il lavoro, per riempire quei tempi morti per la città che va in ferie. Quella
notte del 25 è l’ultima per un
ragazzo come te e come me. Quando
Ilario Aurilia muore cadendo dal motorino le prime notizie parlano di “
incidente stradale”. Uno come tanti. Un altro ragazzo che perde la vita per incoscienza (era senza casco) o per fatalità. Ma il tam tam notturno e del primo mattino per le strade di Torre aggiungono qualcos’altro. Qualcosa che può
sembrare un particolare, ma che
forse non lo è. Gli amici di Ilario, quelli che stavano con lui fino a poco prima delle 4, parlano di un posto di blocco. Il “solito” posto di blocco, per chi frequenta magari la zona. La voce parla di un inseguimento. Un inseguimento finito male. La versione ufficiale, però, non fornisce questo particolare. Che
potrebbe essere un particolare, ma che forse
non lo è. La “storia ufficiale” parla di un giovane che perde il controllo del suo mezzo e si schianta al suolo perdendo la vita. E’ quello che pensano anche le autorità intervenute sul posto appena dopo l’incidente. Le stesse autorità che rimuovono immediatamente il motorino e che decidono di portare subito a casa il corpo del ragazzo.
“Signò, ‘o uaglion’ è caduto, disgrazia”, le avranno detto. La morte di un
ragazzo come te di 24 anni non vale nemmeno un’
autopsia. E’ questo lo stesso trattamento riservato ad altri
ragazzi come te che sono morti in “circostanze sospette”. Uno di questi si chiamava
Federico Aldrovandi, ufficialmente morto per l’assunzione di alcool, ketamina ed eroina. La realtà venuta fuori è ben diversa e parla di un incontro
poco fortunato per il 18enne di Ferrara. Lungi da chi scrive insinuare una situazione simile per il caso di Ilario, non rivestendo né il ruolo di pm né quello di testimone né tantomeno quello di delatore. Ma quella verità è venuta a galla solo grazie alle
palle quadrate di una madre troppo sospettosa che, senza saper nemmeno accendere il pc, apre un
blog sul caso che incuriosisce milioni di
ragazzi come te, oltre che personaggi in vista come Grillo che permettono alla storia “non ufficiale” di salire alla ribalta.
Quattro arresti tra le forze dell’ordine, questo il risultato di una morte “
per overdose”.
Nulla è più forte della tenacia di una madre. Lo sa anche quella di Ilario, che ha permesso la
riesumazione del cadavere del figlio. Non si sa cosa sia accaduto quella notte. Non
ancora. Non
del tutto. Potrebbe aiutarci qualche testimone, potrebbe essere determinante l’occhio della
telecamera di un tabaccaio sulla strada. Ma, quella notte, la telecamera è
spenta. Non registra, a quanto pare. Strano per un tabaccaio in
ferie. L’avrà installata per premunirsi da rapine e furti, si immagina. Era
spenta. Ciò che rimane di quella notte stellata è il rimpianto di un saluto non dato. Ma anche la determinazione di parenti ed amici a voler andare
fino in fondo. Costi quel che costi, nel ricordo di un figlio, un padre, un fratello ed un amico. Da quella notte Torre ha una
stella in più. Fa parte della galassia meno conosciuta ma più
luminosa. Quella dei suoi figli più
disagiati. E dagli incontri “
sfortunati”.
Ciao Ilario, ragazzo come noi.