18 novembre 2011

Ma lo spread è qualcosa che si mangia? No tesoro quello è bread (e quello oramai lo hanno mangiato tutto al governo)

Mio nipote, nove anni, con le ciglia corrugate e il dito indice sulle labbra ha detto che mi doveva fare una domanda seria. La sua aria interrogativa mi ha preoccupato, ecco, mi chiederà come si fanno i bambini – ho pensato - e, mentre allarmata mi stavo organizzando un discorso pudico ma reale sul sesso,  ha reclamato con slancio: “Zia ma cos’è lo spread?”. Cazzo! Era meglio parlare del sesso e la cicogna!

Sembra essere la parola più in voga del momento. Giornali, tv, radio, web, una valanga di notizie sullo spread che si alza e si abbassa. No, malpensanti, il sesso non c’entra niente. Anzi qui se si abbassa è meglio.

Lo spread è il differenziale di rendimento che corre fra due valori che si espande e si restringe a seconda dell’andamento dei mercati.  Negli ultimi giorni si usa tale  per delineare la differenza (lo spread in inglese) tra i rendimenti dei Bund (titoli tedeschi) e dei Btp (titoli di stato italiani). Quindi, si fa riferimento all’affidabilità dei titoli di stato italiani sul mercato internazionale. Più questa differenza cresce e maggiori saranno gli interessi sul debito pubblico che dovranno essere pagati dallo Stato italiano in futuro.
Ora lo spread è alto, e la situazione, come potete immaginare, non è affatto positiva.

Non sapevo cosa fosse questo termine prima di esser travolta in questi giorni da una marea di spread, rating, standard & poor’s. Ma menomale che ci sono i politici che spiegano a noi comuni mortali questi oscuri termini economici!

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