07 novembre 2011

Amore Blues

"Il Blues è facile da suonare ma è difficile da sentire dentro” (J. Hendrix)

Ci ritroviamo nel XVIII secolo, alcuni negrieri, possidenti di colonie sulle coste dell’Africa, iniziarono il trasporto di neri da vendere in America, la mano d’opera era a basso costo e gli uomini di quella razza risultavano essere particolarmente obbedienti nonché animali da tenere a bada in quanto potenziali nemici del Grande Uomo Bianco.
I “negri” furono strappati dalla loro terra per essere catapultati in condizioni impietose, senza avere nemmeno la possibilità di portare con sé nulla se non la memoria della loro amata terra, e uno rudimentale strumento che aveva battuto la prima trepidazione musicale: il tam tam.
Stanziati nella Louisiana, al sud degli Stati Uniti, non rimaneva loro null’altro che urlare contro il cielo il dolore che l’anima afroamericana avvertiva, straziata dalla razza bianca colonizzatrice.
Sullo sfondo di una così traumatica condizione dell’essere e dell’esistere, germoglia qualcosa di indescrivibilmente seducente: il Blues.
I primi battiti di questo genere artistico, nella loro espressione poetica e musicale, nacquero a New Orleans e dintorni, sulle rive del Mississipi, dove gli afroamericani esprimevano la loro spiritualità e il proprio patrimonio culturale in un fardello appesantito d’ angoscia, tristezza, tormentata inquietudine e dolce speranza.
Solo canto, solo la voce della disperazione accompagnata dal semplice battito della mani.
Le prime canzoni nere sul nuovo mondo furono espressioni emotive di poche note semplici: lamenti istintivi di chi si trova in situazioni di prigionia. Ma, in seguito, il nero imparò altre lingue e dalle sue armonie nacque una musica popolare afroamericana autentica, di straordinario impatto emotivo e formidabile vivacità, che pian piano si è trasformata in un vero e proprio genere dalle mille sfumature e lignaggi, come il Jazz, il Soul, il Rock.
Nella sua forma pura, pur conservando sempre il caratteristico aspetto di poesia capace di esprimere una condizione di avvilita amarezza e di apra nostalgia, i blues Singers cantano gli argomenti più disparati dove l’amore e la voglia del riscatto restano fermi in un vortice di incredibile estasi.

“ Quando cominciai a scivolare così in basso
non ebbi più amici né luoghi dove andare,
ma se mi riesce di rimettere la mano su un dollaro,
me lo tengo ben stretto finché le aquile non faranno le smorfie,

Nessuno ti conosce quando sei a terra e finita,
non ho neanche un soldo in tasca, e di amici non he più,
ma se ce la faccio a rimettermi in piedi
allora sì che li ritroverò i miei cari amici perduti


Tradotto da Nobody Knows You When You’re Down and Out.
Sotto, l’ arrangiamento della stessa a cura di Eric Clapton.
Buon Blues a tutti.


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