20 ottobre 2011

Quel Martedì, quando il Napoli pareggiò contro il Bayern




NAPOLI - PARMA  1-2


Il mattino ha l'oro in bocca. Il sabato sera invece, l'amaro. Diventa difficile quando per portare avanti la palla, ti tacchettano forte sulle caviglie. Imposti il gioco, ti buttano giù, ma a fioccare sono le maglie azzurre piuttosto che i cartellini. Per festeggiare il pareggio, Mascara fa il giro sotto tutta la curva e si prende i rimproveri di Hamsik. Il Napoli subisce, colpisce, ma non affonda. Un 1-2 che congela la classifica in campionato e fa calare un pò il morale. Il pallone è rotondo, le partite le fanno gli episodi, ma nonostante tutto, ad ogni sconfitta, Napoli si riscopre un vivaio di promettenti allenatori. Turn over, marcature, sostituzioni e schemi: tutti vantano una conoscenza da professionisti  del campo, capaci di controribattere le scelte (naturalmente a posteriori) del Mister. Mi dispiace deludervi tutti, ma il Controcampo style, sarebbe bene lasciarlo all'interno di una programmazione televisiva piuttosto che nella vostra vita quotidiana. Discutere è umano, criticare diabolico. Avrei voluto vedervi tutti martedì sera: collasso sul gol di Maggio.

MARTEDI

Sono già le 8. Il Bayern Monaco varca l'ingresso del San Paolo in un martedì di ottobre. Coincidenze, imprevisti, casi della vita, ma quel martedì per te, non è un giorno qualunque e... non ci sei. Mancano 45 minuti al fischio d'inizio, l'adrenalina è peggio di quando sei lì con gli occhi sul campo. Questa volta, a fare il riscaldamento non sono gli azzurri, ma sei tu ed altri due amici, con cui a passo forsennato, tagli il centro storico per poi fiondarvi in un palazzo defilato. Meta curiosa se all'arrivo avete la faccia paonazza con il fiatone e alla domanda: "Fa freddo?!" rispondete:"No"-"Sono le scale". Già, 7 piani di scale (sempre se non ho subito amnesie durante la salita, perché potrebbero essere anche di più) in cui l'altezza di ogni gradino è pressappoco delle dimensioni di un nano da giardino.
Ok sono le 8.30, ora bisogna solo inserire la scheda nel decoder. Accendi, sintonizza le frquenze e cerca il canale. Buio, un gigantesco buco nero che ti appanna la vista e ti costringe a sederti ovunque ti capiti: non si vede la partita. L'adrenalina lascia il posto all'angoscia, ma un barlume di fiducia illumina il decoder: "spostiamolo in camera mia. Lì prende sicuro" dice qualcuno. Rifai tutto da capo, monta, smonta e attedi: la partita c'è.
Il cronometro segna il 21° minuto, il Bayern è in vantaggio. Certe cose non si possono spiegare. Trovo molta difficoltà a spiegare come in quella camera, il segnale prendesse solo grazie al cavo della tv,  legato al centro della finestra ( si, è proprio così, la tv si vede solo quando il cavo è appiccicato con lo scotch al centro della finestra). Ma è ancora più difficile spiegare cosa si prova quando quel pallone sfilava alla sinistra del portiere. Maggio ci crede e tutto il San Paolo s'inchina. "La potenza è nulla senza il controllo" e Morgan gli fredda il rigore. Il Napoli resta imbattuto in Champions, guadagna un pareggio con la capolista (di Coppa e in Bundesliga) e si conferma seconda nel girone.

Un plauso a un inguaribile sognatore che con un'eccezionale vena fantasiosa ha messo appunto questo striscione. Sai com'é, quando in una città ti tolgono anche la voglia di sognare, allora un'emozione così, diventa oro. Domenica c'è il Cagliari, Avanti Napoli.

Fonte Foto: TuttoNapoli

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