04 ottobre 2011

Il Giallo di Perugia: ecco perché Amanda e Raffaele sono stati assolti [1]

In Studio con Vespa: colpevolista e ipocrita 4 anni,
Innocentista dopo la sentenza.


“L'opinione pubblica è un tiranno assai debole paragonata alla nostra opinione personale. Ciò che determina il fato di un uomo è l'opinione che egli ha di sé stesso”.
Henry David Thoreau

Forse dovremmo partire da qui, dal cuore del problema. Ma puntare al cuore, è molto più difficile di come possa apparire, un rigo non basterebbe. Tanto vale provare a raccontare.

Il 2 novembre del 2007, Perugia si risveglia con il sole che s’intrufola tra le fessure. E’ venerdì, i vicoli stretti, l’aria fresca, il brusio a piazza IV Novembre, l’acqua limpida della fontana Maggiore. Assopita dal ponte festivo e ancora inebriata dalle tenebre di Halloween, Perugia non avrebbe mai potuto immaginare, né tanto meno reagire.
C’è una villetta lungo via della Pergola, l’Università degli Stranieri è a pochi passi da lì, alla fine della discesa dell’Arco Etrusco. Una rampa di scale separa la strada dai campetti di basket di Piazza Grimana poi a pochi metri c’è lei: una villetta da sogno con il tetto in tegole, le finestre grandi e una veduta a strapiombo sulla vallata.
Il 2 novembre del 2007, Perugia sprofonda in un frastornante silenzio. Come se all’improvviso, l’inchiostro di Thomas Mann dipingesse con le parole la sua Venezia tenebrosa e decadente, come in un cambio di scena a teatro, Perugia si trasforma: Meredith è morta.

Se all’epoca dei fatti anche tu eri un ragazzo o una ragazza della stessa età dei protagonisti, ti sarai reso conto che questa storia, in parte coinvolge anche te. Spegnete le tv, cercate di cancellare dalla vostra mente tutte le facce dei presentatori di talk show in cui si dibatte animatamente di queste storie. Vespa su Rai1 dopo aver massacrato Amanda e Raffaele per anni, ora è un innocentista. Gridare “assassini” o “vergogna” non serve. Piuttosto cercate di concentrarvi per provare a intravedere quella linea sottile che lega le storie di sangue, al vostro inappagabile gusto di “sapere”.
Ci sono fatti di cronaca, talvolta anche efferati e misteriosi, che in un paio di giorni scompaiono dalle prime pagine dei giornali e dai titoli dei telegiornali. Altri fatti invece, mostrano fin da subito di saper crescere. Accade quando cominciano ad essere sempre più numerosi gli inviati delle testate nazionali, quando si alzano le parabole satellitari e quando si accendono le postazioni per le dirette tv. Allora è come se quel fatto, avesse superato un test d’ammissione all’immaginario popolare.
In Italia ci si “ammazza spesso e volentieri”. Si muore sul lavoro, si viene investiti sulle strisce pedonali. In Italia ci sono la mafia, la camorra e la ‘ ndrangheta. Nonostante tutto, il delitto di Perugia, specie nei primi due anni, ha occupato pagine su pagine. Perché?
Perché c’è un cocktail dagli ingredienti assolutamente esplosivi: il sesso, la droga, il sangue e l’orgia. Una fiction creata ad hoc per i media, senza alcuna dignità o rispetto per la terrificante morte di una ragazza. Quattro protagonisti: un italiano, l’americana, l’ivoriano e la ragazza inglese. Sullo sfondo Perugia, una villetta isolata, un’arma del delitto che non si trova e un movente improbabile. La cronaca nera continua a riempire le pagine dei giornali, le scalette dei telegiornali e tutto quello spazio chiamato “info- entertainement”, programmi contenitore, in cui l’informazione si mischia con l’intrattenimento, dove il “Nero” si mischia col “Rosa”. Bisogna seguire la “linea blu”, quella che indica l’audience, sembra essere lei quella a dettare scalette e gerarchie delle notizie. La cronaca nera piace, attira, fa impennare gli ascolti, specialmente laddove i delitti sembrano celare un profondo mistero. Ecco allora che i talk show si affollano di uno stuolo improbabile di opinionisti, avvocati, psicologi, criminologi, politici e soubrette al seguito.
 I dati sensibili delle persone coinvolte s’intrecciando con le carte processuali, pur di fare gli “scoop”. Ed è così che in una vostra foto su facebook, fatta a carnevale, e in cui siete travestiti da vampiri, potrebbe diventare una delle prove con cui l’Opinione Pubblica, discuterà la possibilità che a voi piaccia succhiare il sangue, quindi il colpevole dell’omicidio potreste essere voi, quindi da INDAGATO per la Giustizia, sarete COLPEVOLE in Tv. I processi li fanno in TV, senza aspettare il giusto corso delle indagini e senza aspettare la verità della giustizia. Perché? Per l’AUDIENCE.
L’avete mai visto CSI? Bè in Italia i RIS non sono quello squadrone che vedete nelle fiction; in Italia a meno che tu abbia ucciso qualcuno e ti presenti pieno di sangue con un coltello in mano dicendo: “Sono stato io”, non ti beccheranno. Perché non sanno svolgere le indagini, commettono errori madornali e gli impianti accusatori si basano su prove scientifiche troppo esigue per poter condannare qualcuno.

Il Padre di Amanda Knox in Tribunale due anni fa.
Quando la figlia fu condannata a 26 anni di reclusione

Le prove con cui in primo grado hanno condannato Amanda Knox e Raffaele Sollecito erano insufficienti. Il loro DNA era al 25% rispetto il 70% con cui il DNA deve coincidere per essere giudicato COLPEVOLE in un' aula di Tribunale. Solo che in primo grado non è stata svolta nessuna perizia dagli avvocati difensori, perché non gli fu concessa. Ora che invece gli è stata concessa la perizia, l’impianto accusatorio è caduto completamente, le orgie e il sesso matto erano già scomparsi nella prima sentenza accusatoria, ma si avverte ancora l'alone diffamatorio che trasforma Amanda in una "poco di buono" (per essere leggeri).
Ma restano aperti 2 interrogativi fondamentali (alla base di una condanna per omicidio): arma del delitto e movente. Tramite un’inchiesta privata sono saltati fuori tanti aspetti che il Tribunale dell’Opinione pubblica televisiva non ha mai trattato, perché povero del lavoro vero di approfondimento che merita un caso come questo. Aspettiamo le motivazioni della sentenza e poi continueremo il nostro racconto…

3 commenti:

  1. Nessuna di queste osservazioni fa una piega, concordo su tutto. Spesso si parla senza conoscere i fatti e ancora più spesso i processi vengono fatti sui giornali o nei salotti da talk-show, alla faccia di tutte le autoregolamentazioni dei giornalisti.

    RispondiElimina
  2. Io la penso diversamente. Poco DNA non vuole dire "nessuna traccia di DNA" e, del resto, mi pare evidente come i parenti dell'americana e la Diplomazia di questo Paese cosiddetto "democratico", abbiano lavorato alacremente per giungere a questa soluzione. Sollecito ha goduto degli stessi benefici (fortuna, per lui, che erano indagati insieme!); l'unico già condannato, guardacaso, è quello meno abbiente e spalleggiato. Ma per quanto la Polizia Scientifica possa commettere errori, trovo difficile che abbia alcun interesse a manipolare le prove. Interesse che, invece, hanno spesso i parenti degli indagati, per tutelare i loro rampolli, a prescindere da qualunque reato abbiano commesso...
    Del resto, proprio non capisco come si possa essere arrivati ad una assoluzione piena, dato che le prove, per quanto "discutibili", esistono: oltre a quel poco DNA (!), impronte digitali, testimonianze dirette, segnali dai telefoni cellulari, una altrimenti inspiegabile quantità di bugie, e il profilo bassissimo della personalità di questi due indagati, che sono riusciti a farla franca. Io sono molto amareggiata perchè se avessero ucciso mia figlia, oggi mi sentirei doppiamente in lutto.
    Il processo mediatico è deprecabile ma anche quello vero lascia molto a desiderare...

    RispondiElimina
  3. Cara Flora,
    condivido pienamente con te il dolore se mai perdessi una figlia, ma qualunque altra persona in questo modo e concordo sul fatto che il "vero" processo ha lasciato molto a desiderare...ma in senso opposto. E vorrei invitarti solo alla riflessione. Poi sei libera di rimanere della tua idea, ma dammi almeno modo di farti vedere le cose da un'altra prospettiva.
    quando tu parli di
    " quel poco DNA (!), impronte digitali, testimonianze dirette, segnali dai telefoni cellulari, una altrimenti inspiegabile quantità di bugie, e il profilo bassissimo della personalità di questi due indagati"
    A meno che tu non sia un avvocato, un magistrato o un giornalista cronista della vicenda, o abbia partecipato a tutte le udienze del processo, come hai fatto a sapere tutte queste informazioni?
    Le hai sapute tramite giornali e tv. Ora, altri esempi di attualità ti dimostrano come l'informazione possa essere distorta e cosa venga comunicato o meno.
    Io ero in quell'aula del tribunale. Ho seguito il processo in tutte le sue battute. Ho letto nei dettagli le TESTIMONIANZE VERE e non quelle raccolte dagli improvvisati inviati dei programmi televisivi, e ti dico che TANTE ma TANTE cose non sono state RIPORTATE BENE, per dirla in termini semplici.
    Tu, come io, come la magistratura e come gli avvocati, come Vespa, come gli inviati, come i TESTIMONI ( non esistono VERI testimoni di questo delitto purtroppo) quella notte in quella casa non c'eravamo. Quindi quando dici :"questi due indagati, che sono riusciti a farla franca", stai dando per scontato che fossero colpevoli. Se in questi 4 anni I DATI SENSIBILI di questi ragazzi (come gli piace fare sesso, che cosa fanno nel tempo libero, con quanti uomini Amanda ha fatto sesso, la vita di Amanda in America com'era) NOI TUTTI di questi due ragazzi non avremmo saputo niente, perché I TRIBUNALI esistono, proprio per dare UNA VERITA' GIURIDICA . NOI LA VERITA' vera forse non la sapremo mai, a meno che RUDY GUEDE questa volta non la dica davvero.
    Rudy ha scelto il procedimento abbreviato, che in materia giuridica significa: SI SONO COLPEVOLE MA... e tac, si dimezza l'ergastolo che in Italia equivale a 30 anni.
    La difesa di Rudy ha dovuto farlo, perchè di Rudy (visto che vuoi le PROVE VERE) c'erano le feci in un bagno, il suo DNA nel tampone vaginale prelevato dal cadavere di Meredith, la forma della mano insanguinata nel muro e altre tracce. Ora: QUESTE SONO PROVE.
    IL DNA, funziona un pò come i punti: per essere SCIENTIFICAMENTE certi che quel profilo di DNA è tuo deve raggiungere 7 PUNTI. Quello di Amanda e Raffaele equivaleva a 2... non si danno 26 e 25 anni con soli due punti di DNA. Non lo dico io, ma la legge.
    Piuttosto devi pensare che questo è stato il PRIMO PROCESSO BREVE della nuova legge italiana. Non li facciamo per le stragi o per la criminalità organizzata, ci siamo BUTTATI su Meredith. Perchè? Perchè per la diplomazia italiana è stato un duro colpo l'omicidio Kercher per una serie infinita di ragioni. La polizia scientifica doveva lavorare meglio...Ci sono cose che in tv non sono state dette, e seppur fossero state dette avrebbero dovuto indurre le persone a riflettere...
    Spiegheremo tutto in qualche altro post, se ti interessa continua a leggerci e se hai voglia di commentare, fallo ancora...

    RispondiElimina