14 settembre 2011

Un altro editoriale lecca lecca e B. diventa pure prigioniero politico

L'editoriale di oggi di Alessandro lingualunga Sallusti è davvero straordinario. Anzi, lo si potrebbe definire extra-ordinario perchè davvero prescinde la realtà di fatti. Capita così che nel titolo dell'articolo firmato dall'illustre giornalista Silvio Berlusconi viene definito prigioniero politico. In poche righe Alessandro Sallusti riesce non solo a dare un'immagine dei fatti completamente distorta ma a raccontare più balle di Giuliano Ferrara quando è in forma.
Sallusti sosteniene impunemente che
- C'è un allarme democrazia in Italia (perchè la Magistratura fa il suo dovere, cioè indaga e chiede di sentire i testimoni. Come se fosse davvero questo l'allarme democratico del nostro paese);
- Come nel '94 i giudici vogliono far cadere il Governo (forse si scorda che nel '94 fu la Lega Nord a staccare la spina definendo l'alleato di governo il peggior mafioso);
- Essendo Berlusconi parte lesa non ha nessun dovere nei confronti della Procura di Napoli le cui azioni vengono addirittura paragonate a pratiche terroristiche (dico...cacchio, si tratta di ascoltare un teste con urgenza, non di bombardare Villa Certosa!);
Ma la perla Sallusti la lascia per ultima: "Se fossimo in un Paese serio, dove i magistrati, alla pari dei politici e di tutti i cittadini, rispondessero pe­nalmente delle loro azioni, oggi partirebbe una ri­chiesta di accompagnamento coatto dei Pm napole­tani davanti a un tribunale con l’accusa di attentato alle istituzioni democratiche". Forse il giornalista si scorda che se fossimo in un paese serio in cui le istituzioni democratiche vengono rispettate il premier non s'inventerebbe ogni volta una riunione a Bruxelles o con Puffetta pur di sfuggire alla Magistratura, ma si farebbe ascoltare e fornirebbe il suo contributo alla giustizia anzichè tuonare contro chi fa il proprio dovere.

Detto ciò, mi duole dar ragione a Sallusti su una questione: l'Italia non è un paese serio. In un paese serio non si potrebbe accettare un premier così.

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