27 settembre 2011

A Roma un’ignobile aggressione alla municipale. Il ferito, però, non ha la divisa…

Non è semplice trovare statistiche affidabili sull’argomento. Non ci sono numeri più precisi che possano testimoniare quanto sono in ascesa i casi di “strani” incontri tra cittadini (più o meno nel torto) ed agenti di polizia. Ma le storie che rimbalzano da molte città d’Italia dicono che il rapporto cittadino – autorità con il tempo è mutato di molto ed il contesto italiano è sempre più simile a quello statunitense in quanto ad accuse. L’ultima, l’ennesima, arriva da Roma, dove è da poco finita la partita Roma – Siena (due giornate fa di campionato) e non lontano dall’Olimpico succede qualcosa che potrebbe sembrare una banale lite per mancanza di casco o per una multa per sosta selvaggia. Ma, forse, non è proprio così. Almeno non è così per chi ha assistito alla scena, perché per i verbali di fermo e di convalida del gip il caso s’è chiuso con un tipico comportamento rissoso da parte di un 18enne nei confronti dell’autorità, che è costato al ragazzo un arresto per lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale. Ed è così che Andrea Di Stefano è stato scarcerato il giorno successivo, in quanto incensurato. La sua parola contro la loro. Ma se spunta il testimone, cambia tutto. Perché il testimone non è un parente né un amico, ma una signora che scrive a Repubblica.it il giorno seguente raccontando di un agente in divisa che colpisce ripetutamente il ragazzo per poi ammanettarlo, lo ha «picchiato e colpito al volto con il casco». Un «pestaggio» in piena regola che ha ridotto quel giovane volto «in una maschera di sangue». Ricostruzione confermata da un secondo passante, Lorenzo Basile, che ha parlato di «un energumeno in divisa scatenato che si avventava su quel teenager con calci e pugni» (da Repubblica Roma del 24/09). Due versioni coincidenti che però stridono inizialmente con un’altra, quella del ragazzo stesso, che non ha denunciato alcun pestaggio e che davanti al giudice ha ammesso di aver cominciato per primo e che la colpa era solo sua. Nessuna notizia di percosse. Ma dopo l’indignazione dei passanti anche lui s’è deciso, confermando le botte prese. Il comandante dei vigili romani spiega che “i vigili non stanno lì a farsi picchiare” e che all’ospedale entrambi hanno avuto dei giorni di prognosi, “10 per l’agente, 8 per il ragazzo”, aggiungendo che il giovane guidava senza patente ed un po’ alticcio. Il che, a quanto pare, giustificherebbe un pestaggio da “inseguimento a Los Angeles”. Sarebbe interessante, però, capire cosa dicono al riguardo Costituzione, Codice penale e norme che regolamentano i comportamenti delle forze dell’ordine.

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