19 settembre 2011

"La bellezza salverà il mondo"

Margot Wallstrom
"Se sei racchia te ne devi stare a casa, la bellezza è un valore, deve essere pagata. Chi non lo capisce e parla di ruolo della donna non deve rompere i coglioni".
Sono le parole di una escort in un’intervista rilasciata giorni fa a Gianluigi Paragone nel suo: “L’ultima parola”. Mi si rimpiccioliscono gli occhi mentre cerco di rileggere le sue dichiarazioni e preferirei avere un’otite fulminea mentre ascolto la sua voce melliflua durante l’intervista. Preferirei mantenere un profilo nullo, dettato da un semplice “una escort”, ma invece queste signore fanno del loro mestiere un vanto e si trastullano della popolarità che il sistema le concede, quindi grazie, ma davvero grazie, per le belle parole mia cara Terry De Nicolò, da Bari. Mi auguro che anche i meno svegli non confondano la mia ipocrita stima per questa signora, poiché sarebbe un’offesa alla bellezza di tante donne che non hanno scelto il suo mestiere e sarebbe un’offesa a chi crede che la bellezza piuttosto che un valore, sia una virtù.

Io non so quanto sia bella Margot Wallmstrom, (perché la bellezza a differenza dell’intelligenza è un canone soggettivo), ma so che sta combattendo affinché il ruolo della donna abbia un valore, lì dove è violato. Dopo essere stata più volte ministro (Gioventù, Cultura, Affari Sociali) e poi commissario dell’Unione Europea per l’Ambiente, oggi è la più tenace donna della politica svedese. Aveva tutte le carte in regola per diventare Primo Ministro, ma lei ha preferito dedicarsi a una missione che nessuno ha mai avuto il coraggio né la forza di affrontare: nel 2010 è stata nominata “Rappresentante speciale dell’Onu per le violenze sessuali nei conflitti”. Margot Wallmstrom combatte ogni giorno contro la ferocia sessuale che guerrieri e soldati infliggono a milioni di donne nel mondo, che non è facile da dimostrare, né da far capire. Lo stupro durante guerre fratricide e conquiste rimane il crimine più odioso e meno combattuto. I Paesi a rischio in questo momento sono sette: la Libia, dove le truppe di Gheddafi hanno seminato sangue e torture sessuali a ragazze e donne della rivoluzione; il Sudan, (centinaia di donne e bambine violentate nel corso degli ultimi 20 anni di guerra); la Bosnia; il Congo, lacerato da orrori passati e presenti (2milioni di donne violentate in una guerra infinita); la Liberia; la Sierra Leone; la Colombia.

Garcìa Màrquez scrisse: “Certi infami vogliono offendere la parte più sacra del corpo che li ha fatti entrare nella vita, perché sentono intimamente quanto quella loro nascita è stata inutile e maledetta”.
Margot Wallstrom giorno dopo giorno porta avanti la sua battaglia: ”Lo stupro di guerra deve essere considerato come crimine contro i diritti degli uomini e trattato con altrettanta intransigenza e giustizia. Vendicherò i corpi profanati di madri e figlie che portano addosso le stigmate del dolore e di una vergogna che ha segnato la loro vita e il loro onore per sempre”.

Fedor Dostoevskij ricordò che: "La bellezza salverà il mondo": l'unica arma contro la tanta corruzione. E le parole della signora Terry da Bari, professione escort, sono ancora più vuote e insignificanti di quanto lo fossero durante la mia lettura.

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