22 settembre 2011

Iva al 21% l’ennesima truffa perpetrata ai danni del popolo italiano

In pieno agosto c’è un governo che si dà appuntamento a Montecitorio, in tutta fretta, nonostante per il resto dell’anno si dedichi ad assenteismo ed inerzia quasi totale. E c’è un’opposizione che da mesi ha messo il disco: “Berlusconi se ne deve andare, sta mettendo l’Italia in ginocchio”. Classica medaglia con due facce e stessa sostanza. In piena estate, mentre eravamo col culo nell’acqua di chissà quale mare, questo paese in un colpo solo è stato impoverito al livello della tanto chiacchierata Grecia, messa alle corde dalle agenzie di rating finanziario proprio come l’Italia in questi giorni. I prossimi eravamo noi allora, altro che Portogallo e Spagna. Alla Merkel le infamate del Nano non saranno andate troppo giù. E la Germania (vabbè si dice Europa/UE in gergo, in realtà la parola ce l’ha chi ha i soldi) adesso è stufa di tirare l’Italia per i capelli. Così mentre tu leccavi poco a poco un gustoso gelato artigianale in riva a chissà quale mare, a Roma poco a poco pensavano a come far quadrare i conti. Sulle tue spalle, ovviamente. Una “crisi” generata da pochi che va pagata da tutti. E’ la legge del mondo, abusi ed inganni. Un inganno simile alla stessa dicitura di quest’assurda imposta. Dal vocabolario della lingua italiana Zingarelli:


Valore = Dal latino valore = prezzo, costo e/o complesso delle qualità positive in campo morale, intellettuale, professionale per le quali una persona è degna di stima ( e questa seconda denominazione aggiunge il ridicolo al danno).

Aggiungere = Dal latino adiungere = congiungere e/o mettere in più.

Insomma non esiste un valore aggiunto. Ce lo mettono loro, e lo ritoccano come vogliono. E’ così che le sigarette sono schizzate di 20cents per non parlare di beni mobili ed immobili soggetti al cambiamento, in particolare compravendita di veicoli ma anche elettrodomestici, borse, caffè confezionato, servizi sportivi (palestra) etc. “L’1%, che sarà mai?”. Sarà, considerando che l’aumento di un singolo costo comprende anche quello del servizio precedente nella filiera (come il trasporto). Inizialmente, va detto, nella manovra quest’assurdità non c’era. Il pareggio di bilancio era raggiungibile in maniera lineare chiedendo un “sacrificio” () a chi ha maggiori disponibilità o a chi evade le tasse usualmente(tra cui la maggioranza dei politici stessi, quelli che combattono l’evasione, per intendersi). Poi, però, i gatti e le volpi sbarcate a Roma si sono sedute a tavolino: “Ma che facciamo ci auto-tassiamo?”. E no, se pagano i più facoltosi, loro in tutti questi anni che hanno rubato a fare? Per sport? Ed ecco la genialata: impedire a chi prima non arrivava alla terza, di arrivare alla seconda settimana del mese, considerando che gli stipendi NON sono sono cambiati per niente. Morale della favola? Le lobbies, per sopravvivere, si nutrono col sangue dei cittadini.

1 commento:

  1. li avete votato?
    adesso teneteveli
    visto che vi stanno
    bene, contnuate pure
    a rivotarli, sempre che
    nel frattempo non siate
    crepati per la fame.
    eustachio

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