06 maggio 2011

Il maxi rimpasto di Governo: a me mi pare un casatiello

Il tanto atteso rimpasto di governo per dare qualche poltrona da scaldare ai responsabili che stavano fremendo vista la fiducia data al governo il 14 dicembre scorso è arrivato ieri. Su proposta del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi durante la riunione di ieri a Palazzo Chigi sono stati nominati nove nuovi sottosegretari con lo specifico compito (senza voler nascondere nulla…l’ha detto anche il Premier che ci sarebbero state molte ironie al riguardo) di zittire la famosa e fumosa terza gamba della maggioranza che stava iniziando a fremere visto che non arrivavano incarichi nonostante l’impegno profuso pur di non lasciare il sultano di Hardcore ad un destino che lo vedeva a casa prima di Natale. Ed eccoli qui i nomi:
Catia Polidori: Chi non se la ricorda la parlamentare ex PdL poi passata a Fli che al momento delle dichiarazioni di voto ha annunciato il suo appoggio al governo e quindi il suo trasferimento al gruppo misto? Un plauso e una poltrona allo sviluppo economico.
Roberto Rosso: ex democristiano, ex PdL, ex sfidante di Chiamparino per la carica di sindaco a Torino, ex Fli, è passato al Pdl nel febbraio di quest’anno e la gratitudine gli è stata mostrata con l’incarico di sottosegretario all’agricoltura.

Luca Bellotti invece va al welfare di cui ha ampiamente dichiarato di non saperne nulla. Anche lui è entrato ed uscito dal Pdl e da Fli per poi tornare alla casa madre: Silvio e gli incarichi che gli poteva offrire in cambio del voto.
Daniela Melchiorre fa compagnia alla Polidori negli uffici dello sviluppo economico. Da magistrata a Dini a Clemente Mastella per chiudere in bellezza nel 2008 con la candidatura per il PdL.
Bruno Cesario è uno che davvero li ha cambiati tutti. I partiti, si intende. Dalla Democrazia Cristiana area demitiana, all’Ulivo al Pd ad Alleanza per l’Italia di Rutelli fino ad fondare insieme a Domenico Scilipoti e Massimo Calearo il movimento di responsabilità nazionale alla fiducia del 14 dicembre 2010. A lui un bel ringraziamento da B. sottoforma di poltrona da sottosegretario all’economia. E non è solo, gli fa compagnia Aurelio Misiti, anche lui noto per il trasformismo: dal PCI alla CGIL fino all’illuminazione sulla strada di Silvio.
Riccardo Villari invece è arrivato persino ad avere la “doppia tessera” di partito: quella del PD e quella dei Radicali. Poi, folgorato da Silvio, passa all’appoggio al governo. Per lui che è un medico non c’è stato accomodamento più adatto che quello ai beni culturali.
Antonio Gentile è l’unico nuovo sottosegretario che è sempre stato con Papi Silvio. A lui le mie congratulazioni personali e un posto al Ministero dell’Economia.
A Giampiero Catone (che “il 9 maggio 2001, a pochi giorni dalle elezioni politiche,  candidato al parlamento per il Ccd
, viene tratto in arresto e condotto in carcere insieme al fratello e ad altre dodici persone. L'ipotesi di reato della Procura di Roma è associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, falso, false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta pluriaggravata: due bancarotte da 25 miliardi di lire l'una e 12 miliardi di finanziamenti a fondo perduto dal Ministero dell'Industria ottenuti ­ secondo l'accusa ­ con carte e perizie false, che consentivano alle società amministrate da Catone d'incassare più volte lo stesso contributo per un "polo tessile aquilano" mai esistito”) un posto al Ministero dell’Ambiente.
Questi i nomi, sui quali si è espressa anche la Brambilla “«Siccome la politica è anche concretezza - ha detto - non è il caso di fare gli schizzinosi».

Il maxirimpasto da Berlusconi costerà agli Italiani circa 3 milioni e 800 mila euro l’anno. E Berlusconi sempre ieri ha annunciato che è pronta un’altra “infornata” di dieci nuove nomine. Perché questo governo li doveva abbattere i costi della politica. Perché venghino siòri, venghino e mangino pure a sazietà! Paga Pantalone.

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