La storia è stata resa nota da Chris Soghoian, blogger esperto di privacy su internet che, contattato dalla Burson-Marsteller per scrivere un post sull'argomento, non solo ha rifiutato la proposta ma ha anche spifferato tutto.
Risultato? La Burson-Marsteller ha disdetto il contratto e Google esce pulito e più forte di prima dalla vicenda che ha in realtà screditato solo Facebook. La società di Zuckerberg tuttavia si difende ammettendo di aver ingaggiato la Burson-Marsteller ma solamente per portare l'attenzione degli utenti sulla privacy...
Le informazioni usate per questa campagna erano già da tempo disponibili su internet. Il servizio Social Circle di Google permette di catturare dati di milioni di utenti, violando palesemente gli accordi di Google con la Federal Trade Commission.Come se poi Facebook non utilizzasse i nostri dati sensibili come gli pare! Morale della storia? Fate attenzione ai vostri dati perchè le aziende sono sempre più interessate a bistrattarli!

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