Mario Spada è uno che si racconta da solo, con le proprie foto che raccontano di altro: situazioni precarie, vite difficili in quartieri invivibili, ma anche realtà interessanti per la diffidenza con la quale si pongono con l’esterno. E’ il caso del lavoro dal nome “Mastiffs”, del 2001, incentrato su uno dei più importanti gruppi ultras del San Paolo, ripreso durante la vigilia di una partita. E’ anche il primo lavoro che lo ha fatto conoscere al sottoscritto, incuriosito per il fatto che difficilmente certi ambienti si prestano all’occhio della fotocamera. Probabilmente l’umiltà e la fiducia sono virtù del fotografo, che con i suoi reportages ci porta a Scampia, Casal di Principe, nelle banlieues parigine o sul set di Gomorra, alle cui riprese partecipa come fotografo di scena. Foto mai banali, Mario si afferma presto e riceve diversi premi che ne attestano l’assoluto valore artistico ed umano. Lo dimostra un lavoro ai Quartieri Spagnoli che è un cazzotto al cuore e ci presenta la Storia di Francesco. La riporto qui estrapolandola dal suo sito, che consiglio vivamente di visitare per i reportages che mostra, ne vale davvero la pena: http://www.mariospada.it/La Storia di Francesco - Sono nei Quartieri Spagnoli, quelli che i giapponesi, intimiditi dalle descrizioni semplificanti delle guide turistiche, fotografano solo da lontano. Il luogo pullula di delinquenti, gente spietata, che per procurarsi un po' di cocaina è capace di qualsiasi cosa. Come i selvaggi Uroni, scendono a Via Toledo, facendo razzia delle borsette e degli ori dei passanti, e rintanandosi poi nei meandri dei vicoli. Studenti e immigrati di ogni continente trovano alloggio in questo luogo. Sono soprattutto giovani, e tra loro non mancano i radical-chic che preferiscono la veduta sul vicolo con la spazzatura a quella di Posillipo e del golfo. Loro non sanno che a Napoli un ragazzo può lavorare come garzone per 50.000 lire a settimana, o come commesso per 600.000 lire al mese, con l'unico requisito di saper parlare italiano. Ma non importa. Non importa se a 10 anni devi fuggire di casa costretto dalle pesanti mani di un padre che ancora una volta ha bevuto troppo.
Non importa se a 7 anni puoi rimanere legato ad un letto anche per una settimana e se tua madre per difenderti viene accoltellata. Non importa se ti vedi portare via dagli assistenti sociali sei fratelli. Non importa se la tua famiglia accetta di vivere all' ombra di qualcuno, rischiando la galera. Non importa se tutte le droghe che vuoi le trovi dentro casa. Non importa se in ogni famiglia che ti circonda, si vive un dramma: prigione, AIDS, omicidi, povertà. Non importa se "Buona Domenica" e "Il Grande Fratello", sono le uniche forme di cultura che attraversano i muri dei Quartieri.
Non importa se continui a infliggerti tagli e ferite su tutto il corpo.
Non importa se anche in galera trovi un secondino che ti picchia ogni volta che beve.
Non importa se per fuggire da tutto questo decidi di volare da una finestra.
Non importa se tua madre per non vederti morto ti denuncia alla polizia.
Non importa se dai 16 ai 21 anni sei rimasto libero solo tre mesi.
Non importa ma questa è la storia di Francesco.
Dal sito: www.mariospada.it
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